Jump in UK Skyline di Londra

Vivere a ... Hull

Autobus e metropolitana tipici dell'Inghilterra

Una cittadina molto industriale e poco attraente, con tutte le contraddizioni del mondo anglosassone, ma ricca di opportunità.

Vivere a ... Hull

Questo racconto è stato basato sull’esperienza di Luca Errico, un tenace "giramondo" che ha viaggiato in lungo e in largo, per fermarsi ormai ad Hull da diverso tempo con tutta la famiglia.

Perchè partire per gli UK?

La cosa iniziale che dobbiamo fare prima di dare un giudizio al luogo in cui siamo arrivati con la speranza di farci una nuova vita, credo sia chiedersi, non perché lo abbiamo fatto, ma da dove siamo venuti.
Credo sia questo stesso pensiero quello che anima quei poveri profughi quando lasciano l'Etiopia o l'India o la Siria ecc. e si sentano così felici quando arrivano in qualunque altro posto che non sia quello pieno di problemi da cui sono partiti, specialmente se arrivano nelle terre di Britannia, regno di sogni e di chimere, di prima democrazia del mondo, di diritto e opportunità per tutti.

Vivi ad Hull e dimenticati del bello della vita (o quasi)

Per me capitare a Kingston upon Hull dopo trent'anni che vago per il mondo, ben consapevole di venire dall'Italia, è stato come finire in un luogo dimenticato dal mio bello della vita, dal buon vino, dalle belle spiagge. E' stato come finire in uno spazio di Italia disillusa, dove scopri che vi sono molte rassomiglianze in negativo con l'Italia. Campagna dello Yorkshire vicino Holmfirth

Si Kingston upon Hull è questa, una città con tutte le contraddizioni del mondo anglosassone - ne più ne meno di Blackpool o Boston, o dei quartieri periferici di Manchester o perché no di Londra – in un Inghilterra sempre più razzista e dicotomica come ebbe a dire Ken Loach, artista autoctono non amato dal più degli inglesi, ma famoso in tutto il mondo.

Hull, città della cultura 2017

La città è a primo giro, una operosa massa di spazi abitativi acquartierati con depositi e container, punteggiata di case abitate da persone appartenente a diversi strati sociali; un centro storico stravolto in negativo dai rifacimenti post guerra mondiale; due fiumi che si congiungono in un grande estuario sul mare del Nord.

Questo parcheggio di gente, molti immigrati per lo più mischiati a “puri” (?) inglesi - che essendo nati in loco ed avendo viaggiato pochissimo, conoscono poco di quello che c'è al di fuori dei confini dello Yorkshire e dell'Inghilterra stessa - è qui solo per lavorare e guadagnare, e vive in questi quartieri sobborghi di ex case di portuali.

Tuttavia Hull ha vinto il premio per la città della cultura 2017.

E qui sta la mia prima considerazione; le città della cultura in UK sembrano essere scelte con criteri misteriosi tanto quanto quelli italiani. Già perchè nel nostro caso tra una rosa di città come Pisa, Mantova, Parma, Lecce che trovo culturalmente molto più interessanti alla fine vinse Spoleto. Ma non entro dei meriti dei processi di selezione. Chiunque abbia scelto Hull avrà avuto i suoi buoni motivi, e l'organizzazione inglese con cui gli anglosassoni sono conosciuti in tutto il mondo secondo me farà il resto.

Il vecchio porto di Hull Certo Hull fu rasa al suolo dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, ma lo fu anche Lipsia o Berlino o Modena dagli Alleati, loro però sono risorte diversamente con progetti socio-urbanistici più seri e dignitosi, oggi questa cittadona dell'Inghilterra ha una gran voglia di risorgere ma non bastano i cantieri, si deve ritrovare la propria anima, che qui fu marinaresca e vichinga.

Ma è sul carattere vichingo dei suoi abitanti - intrisi per metà della classica ipocrisia inglese e razzismo latente e per l'altra metà dai rozzi modi di quel popolo guerriero che fondò Hull - che parto per raccontare la città nel dettaglio.

Quando non passeggi per certi quartieri, dove conviene saper parlare il polacco o l'hiddish, devi necessariamente abituarti da subito al particolare idioma con cui gli autoctoni parlano l'inglese. Un inglese molto “fast and stressed” con un accento fortissimo che è ben lontano dal Received Pronunciation che si studia in Italia (e alle università inglesi più prestigiose) che non sempre è di facile comprensione, specie per gli italiani immigrati di primo pelo.

Quindi se proprio volete venire ad Hull, evitate costosi corsi di inglese prima della vostra partenza, perchè vi servirebbero a ben poco. Piuttosto venite direttamente sul posto e fate pratica dal "vivo".

Cosa visitare ad Hull

Inizio con la Hull Prison, un fastoso edificio ottocentesco che pare un castello, situata nella zona est in mezzo ad un pittoresco cimitero con parco, sulla A63, quando questa autostrada che ignobilmente taglia il centro della città, termina in quella miriade di ciminiere e di raffinerie che circondano Hull. Consiglio vivamente una visita (naturalmente da fuori), a meno che non vogliate deliberatamente ignorare il sistema inglese, dove in generale chi trasgredisce finisce direttamente in gattabuia.

La A63 è la voce di una città a prima vista triste, povera e lasciata un po' a se stessa tanto che da un sondaggio nazionale più del 60% degli inglesi non saprebbe situarla su di una carta geografica.
La statua che commemora la pace con l'Islanda dopo le Guerre del merluzzo Per costruirla infatti si sono abbattuti i bellissimi, vecchi e storici Docks (ne è rimasto qualcuno e consiglio di visitarlo) e gli edifici dei mercanti portuali, risparmiando per fortuna alcuni esempi come quello che oggi ospita il Maritime Museum. Il tutto per fare spazio a questo nastro di asfalto che corre a 50 metri dalla Holy Trinity Church, la Cattedrale settecentesca con la sua bella piazzetta, e alla banchina del porto turistico e il suo quartiere, Fruit Market (oggi in totale ristrutturazione, ma temo il risultato vedendo ciò che si comincia ad intravedere), una delle poche zone carine in cui è piacevole passeggiare (se non è spazzata da un gelido vento praticamente costante in due stagioni su quattro).

Ma ecco la stortura, il quartiere storico fulcro della città, è predominato da una delle più orribili costruzione dell'architettura contemporanea, un ecomostro chiamato Princess Quay, un centro commerciale più o meno galleggiante sul vecchio porto, una specie di paesi dei balocchi a portata di mano per gli abitanti di questa città, che si specchia su palazzi antichi che meriterebbero miglior contorno.

Come dicevo, Hull è tagliata dall'autostrada A63, che alla fine di questo lembo di terra chiamato East reading of Yorkshire, muore un pò prima della bocca del fiume Humber, come una ferita non cauterizzabile. Uno dei tanti "vicoli" di Hull Il centro storico non ha tanto tanto di meglio da offrire. Una strada centrale che si imbocca dalla stazione dei treni, fa da asse culturale; molti negozi "finto-posh", take-away, fish & chips, catene di franchising che vanno dal libraio al calzolaio, negozi di telefonia sfavillanti su selciati lastricati di autobloccanti e per fortuna, qualche piccola via, come Parliament street, in cui rimane inalterato il suo splendore di antica città di porto, con i suoi vecchi pubs e le antiche case.

Ad Hull c'è anche una bella e famosa Università, che nonostante i recenti allineamenti di prezzi che hanno portato la retta annuale a circa £9,000 l'anno, la fanno ancora una meta ambita da molti studenti inglesi.

Sono rimaste le cabine telefoniche color avorio che sono caratteristiche solo di Hull, ma è scomparso il porto peschereccio, è scomparso il negozio autoctono e a stenti sopravvive un grazioso mercato coperto chiamato Trinity market, praticamente deserto. Per rilanciare Hull, dato il forte connubio marinaresco - è stato costruito un avveniristico acquario, The Deep, famoso e molto visitato. Cabina telefonica color avorio, tipica di Hull

Anche l'Hull River, che da il nome alla città ma la taglia nel suo centro, o il mitico Humber River su cui la città si poggia sono contorni non proprio così piacevoli come si potrebbe pensare. Pieni di melma e fango e con l'acqua grigio-marrone, sovente maleodoranti e purtroppo richiamo di ratti, sono però caratteristici di questa cittadona di 350.000 abitanti, che acquistano il loro fascino solo risalendoli verso le campagne dell'entroterra Hullese.

La periferia di Hull

Intorno ad Hull esiste dell'altro; quella verdissima e bellissima regione chiamata Yorkshire dove le classi più agiate già da tempo hanno preferito spostarsi.
Città come York, Beverly, Harrogate, o Leeds; tutte più o meno belle, ma sempre figlie della medesima, ostinata, cultura stacanovista.

Dell'immediata periferie di Hull è meglio non raccontare più di tanto. A me danno tristezza le file di case rosse tutte uguali, anonime quanto i palazzi condominiali delle periferie italiane, dove per secoli han dormito poveri portuali.
Ancor oggi, in un ripetersi della storia, si trovano le stesse vecchie case, piene però di parabole e auto coreane o giapponesi parcheggiate davanti, spesso abitate dai ceti meno abbienti; spaziosi marciapiedi più sporchi che puliti, con un multirazziale via vai di gente.
Centri commerciali grandi come portaerei e rotatorie grandi come palazzi ove se guidando non metti la freccia - per errore – sei crocifisso come se avessi rapinato una banca.

Si salvano solo alcuni dei sobborghi satellite, alcuni dei quali separati dall'Humber bridge, molto suggestivo, è il secondo ponte più lungo d'Europa.
Il ponte è a pagamento (nemmeno a dirlo), e chi lo deve attraversare ogni giorno ne fa una questione etica più che monetaria.

Passato il ponte si iniziano a scorgere le imperlate campagne dello Yorkshire che circondano la città: Hessle, Cottingam, Anlaby e qualche altro paesucolo di cui non ricordo il nome, che belli per belli che sono, sono tutti profondamente anonimi; giardini e facciate curatissimi con costanti suoni di tagliaerba, e coscienze all'interno di neri cancelli espressione del puro arrivismo, villoni strapieni di benestanti che si ritirano nelle loro case dorate.

Hull e il dio denaro

Se vivi o vuoi venire a vivere a Hull lo fai per una sola ragione: per lavorare. Hull è una città che di opportunità - nonostante in questa zona la disoccupazione sia tra le più alte della Gran Bretagna - e sembra offrirne molte di più rispetto al resto d'Inghilterra, anche se molto è commisurato all'attività che si vuole svolgere.

Questa parte d'Inghilterra fu un tempo regno dei Sassoni, gente forte e rude, guerrieri spavaldi che le legioni romane li marginarono nelle pianure pannoniche finché poterono. Poi i barbari dilagarono, ma prima gettarono le basi di una società che si sarebbe fondata sulla lotta cruenta prima, democratica poi, diplomatica infine.

Qua si trovano per lo più grandi aziende come la Salt & End, la Siemens, le raffinerie della BP e diverse fabbriche di fish and chips inscatolato.
Aziende tanto grandi e prosperose quanto i loro stabilimenti e le loro alte ciminiere che riversano nell'aria fumi e polveri che probabilmente rendono il rispetto ambientale l'ultima priorità di questa città e dei suoi abitanti interessati per lo più ad altre priorità come l'avere una Jaguar davanti ad un fazzoletto di terra davanti casa spesso adibito a giardino fiorito.

Kingston upon Hull è lontana dalla mia personalissima cultura di vita ma offre molto ed è un buon punto di atterraggio in UK, dal quale poi potrete spostarvi se proprio non vi piace. Ma non vi sarebbe nulla di strano se nel complesso apprezzerete il modo semplice e concreto del vivere in questo posto.

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