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FAQs - Iscrizione all'AIRE: vantaggi e svantaggi

Autobus e metropolitana tipici dell'Inghilterra

FAQs - Iscrizione all'AIRE: vantaggi e svantaggi

  1. 1. Devo fare sempre la dichiarazione dei redditi in Italia?
  2. Dal momento che vivrò nel Regno Unito, come devo fare per la dichiarazione dei redditi in italia se non avrò più alcun introito nel paese? Bisogna fare qualche comunicazione all’agenzia delle entrate?

    No, non deve essere inviata alcun tipo di comunicazione, non all'agenzia delle Entrate. Questa verrà informata direttamente dall'ultimo comune di residenza a seguito dell'iscrizione all'AIRE.

  3. 2. Iscrizione all’AIRE e residenza fiscale
  4. Lavoro nel Regno Unito da un certo numero di anni e per pigrizia (o semplicemente perché non lo sapevo) non mi sono ancora iscritto all'aire. cosa rischio?

    L’AIRE è una cosa tutta italiana e per questo è il cittadino che emigra che deve preoccuparsi di fare la registrazione. Le istituzioni estere, il landlord da cui si affitta la casa, l’ufficio di lavoro non posso e non devono saperne nulla di questa cosa. Non vi sono sanzioni per non registrarsi all’AIRE, ma è – secondo degli articoli di legge – un dovere morale.

    Pareri discordanti esistono in merito, ma su una cosa sembrano tutti essere d’accordo: la residenza fiscale di un cittadino italiano all’estero, che viene determinata dal centro degli interessi familiari (un discorso abbastanza complesso). Se non ci si registra e si lavora all’estero si corre il rischio che in caso di accertamento il fisco può richiedere il versamento della differenza delle tasse che non si sono corrisposte in Italia.

    Esempio: se in UK si paga il 27% e in Italia il 45%, il fisco italiano può richiedere di versare la rimanenza del 18%.